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Mobilità elettrica

L'inverno per noi motociclisti è (anche) la stagione dei Saloni, degli Expo, delle cerimonie in cui le case produttrici tolgono i veli ai progetti più recenti. Dove si fanno bilanci sul numero delle immatricolazioni annuali e poi si chiacchiera e si scommette sulle prossime tendenze. A noi è sembrato il caso di riflettere per bene sulla mobilità elettrica e sulle possibili ricadute che questa potrebbe avere per chi ripara, restaura e trasforma moto. Come noi.

Per una volta vorremmo parlare del ruolo mediano delle officine, perché il tema dell'elettrico legato alle due ruote è da anni oggetto di una disputa ideologica tra favorevoli e scettici, ma si parla sempre dal punto di vista del legislatore, del produttore oppure dell'utilizzatore finale. E noi? Senza entrare nella rissa ideologica, non possiamo fare a meno di notare come poco a poco le case costruttrici si stiano preparando, chi più chi meno, per affrontare la nuova sfida. Spuntano bozzetti digitali che tastano il polso agli appassionati e prototipi veri e propri che vengono dati in pasto all'opinione. Quando i colossi della moto saranno pronti, probabilmente, si vedrà inaugurare il nuovo corso del mercato e finiranno gli ostracismi. Il mercato deciderà quando, non i trattati internazionali. Come sempre, di sti tempi.

Che il rendimento termico di una centrale elettrica sia di gran lunga superiore a quello del motore endotermico più evoluto è un dato di fatto, così come è più facile ridurre le emissioni di una centrale anziché quelle di un motore. Riassunto: la produzione di energia da convertire in movimento è più vantaggiosa in centrale. Dunque, se è in quella direzione che andremo, di certo ci sarà qualcuno che seguirà il mercato, qualcuno disposto a convertire il proprio lavoro d'officina in qualcosa di profondamente, concettualmente, diverso. Poi ci sarà chi arretrerà di un passo, forse per scarso acume imprenditoriale oppure per pigrizia oppure per ostinata passione. Se l'endotermico sparirà dalle strade quotidiane, quest'ultima categoria sarà quella che raccoglierà l'eredità di un passato già ora romantico, fatto di combustioni, flussi, regimi di rotazione e decibel, fatto di esaltazione meccanica. Quest'ultima categoria si prenderà cura delle moto (e delle auto) degli amatori e dei fanatici, quei veri appassionati che certamente non si estingueranno e si troveranno ancora nelle oasi dei circuiti o nei raduni.

Noi vorremmo essere lì, quel giorno futuro, in quella nicchia. Mentre fuori il resto dei motociclis... anzi, utenti, collegherà il proprio device al veicolo tramite una app che ci darà le ultime notizie. E intanto noi “braaaaaaaaaapppppp”.